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MATERNITÀ/PATERNITÀ - CONGEDI PER I PADRI LAVORATORI E ACQUISTO DI SERVIZI PER L’INFANZIA: PUBBLICATO IL DECRETO MINISTERIALE

Pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 37 del 13 febbraio c.a., il Decreto del Ministero del Lavoro 22 dicembre 2012, il quale disciplina i criteri di accesso e le modalità di utilizzo, da parte del padre, del congedo obbligatorio di un giorno e di quello facoltativo di due giorni, istituti introdotti, in via sperimentale per gli anni 2013-2015, dall'articolo 4, comma 24, lettera a) della Legge n. 92/2012 e il contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia di cui può beneficiare la madre lavoratrice al termine del congedo di maternità, in luogo del congedo parentale, sensi dell’art. 4, comma 24, lettera b) della L. 92/2012.
Congedo obbligatorio e facoltativo del padre
• Utilizzabili entro il quinto mese di età del figlio;
• danno luogo ad un’indennità giornaliera a carico dell’Inps pari al 100% della retribuzione spettante;
• il congedo obbligatorio di un giorno da parte del padre, lavoratore dipendente, è aggiuntivo rispetto al congedo di maternità spettante alla madre;
• la fruizione del congedo facoltativo, pari ad ulteriori 2 giorni, anche consecutivi, è condizionata alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo di maternità;
• per la fruizione di entrambi i congedi, il padre deve comunicare al datore di lavoro i giorni in cui intende astenersi dal lavoro;
• la comunicazione deve avvenire con un minimo di quindici giorni di anticipo, ove possibile in relazione all’evento della nascita, sulla base della data presunta del parto;
• nel caso di congedo facoltativo, il padre deve allegare alla comunicazione una dichiarazione della madre di non fruizione del congedo di maternità a lei spettante per un numero di giorni equivalente a quello fruito dal padre.
Servizi per l’infanzia
 
La madre lavoratrice al termine del congedo di maternità e negli undici mesi successivi, ha la facoltà di richiedere, in luogo del congedo parentale, un contributo pari a un importo di 300 euro mensili, per un massimo di sei mesi, utilizzabile alternativamente per il servizio di baby-sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.
 
La lavoratrice per fruire di tali servizi dovrà presentare domanda tramite i canali telematici dell’INPS, secondo le modalità che verranno definite dall’istituto stesso, indicando la tipologia di contributo e il numero di mensilità.


 


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