Ebc
cerca
Cartella NEWS DA EXPO 2015 NEWS DA EXPO 2015
torna indietro stampa questa pagina torna in alto
Ebc
IL “CAVALLO DI LEONARDO” POTREBBE ANDARE NEL CORTILE DEL PADIGLIONE ITALIA

Il David potrebbe non ritrovarsi solo, nel cortile del Padiglione Italia di Expo 2015. A fare compagnia al capolavoro michelangiolesco – presente in forma di copia fornita dalla Regione Toscana – dovrebbe essere il cavallo di Leonardo, che al momento accoglie i visitatori all’ingresso del Parco dell’Ippodromo di Milano.

A suggerire uno spostamento dell’imponente equino durante i sei mesi dell’esposizione, si sono alzate in questi giorni ben due voci. Prima quella dell’ex assessore Salvatore Carruba, che intervistato dal Corriere della sera ha sottolineato come il monumento meriterebbe di essere opportunamente valorizzato nel 2015. E poi quella del sottosegretario all’Expo della Regione Lombardia, Fabrizio Sala, che ha accolto e rilanciato l’idea, ipotizzando un trasloco sul sito espositivo.

«Credo che Expo meriti anche un simbolo che rappresenti bene Milano e quanto, nei secoli passati, è stato concepito e fatto. Il binomio Leonardo da Vinci-Milano oramai è un brand mondiale a partire dalla presenza del Cenacolo di Santa Maria delle Grazie», ha spiegato Sala, motivando la propria proposta e sottolineando come il cavallo rappresenterebbe «un simbolo meraviglioso della forza della vita e dell'arte davanti al padiglione del nostro paese». In attesa di scoprire se l’idea si trasformerà in un progetto (e se l’ambiente artistico lo supporterà, considerando le polemiche che avevano accompagnato l’annuncio dell’arrivo del David), è bene ricordare qual è la storia della statua equestre. Che, per inciso, non è un’opera di Leonardo, ma piuttosto un omaggio al suo genio. L’artista e scienziato, pur avendo lavorato al modello tra il 1490 e il 1497, non arrivò mai alla sua fusione, principalmente per un problema di reperibilità del bronzo necessario in tempo di guerra e ai successivi problemi finanziari del committente, Ludovico il Moro.

 A occuparsene, quasi 500 anni più tardi, fu l’ex aviatore statunitense che Charles Dent, che nel 1977 – affascinato dalle vicissitudini produttive della scultura – creò una fondazione per raccogliere i fondi necessari a portarla a termine. Il che avvenne, effettivamente, nel 1999. A firmare il cavallo così come lo vediamo oggi, fu la scultrice americana Nina Akamu, che lavorò sì a partire dalle bozze leonardesche, ma mantenendo comunque una propria libertà operativa. Il che non stona con la collocazione nell’area di Expo 2015. Anzi. A voler ben vedere, la storia di un’eccellenza del Made in Italy che supera la crisi che ne aveva bloccato lo sviluppo grazie all’interessamento internazionale pare quanto di più adatto ci sia per rappresentare l'esposizione universale.

 


Allegati

Commenti Commenti 0 - Commenta L'articolo
Copyright 2017 © Enti Bilaterali della provincia di Varese Copyrights & Disclaimer
Via Valle Venosta, 4 - 21100 VARESE - C.F. 95035190123 - tel. 0332 342207 - fax. 0332 335518 - info@entibilaterali.va.it Credits