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PREVIDENZA COMPLEMENTARE - FONDO FONTE – LE MODALITÀ DI RICHIESTA DI ANTICIPAZIONE DELLE SOMME ACCANTONATE

Con Fon.Te. la possibilità di richiedere
un’Anticipazione del montante accumulato
L’adesione a Fon.Te. consente all’iscritto di
usufruire, durante la fase di accumulo, di un
capitale che gli permette di far fronte a
importanti eventi della vita. In determinate
ipotesi, l’iscritto può ottenere il versamento di
un’Anticipazione, vale a dire una somma in
acconto sul montante maturato: al momento,
l’operazione non prevede alcuna spesa. In tutti
i casi, le regole che si applicano a questa
fattispecie sono decisamente più favorevoli
rispetto a quelle che riguardano l’analogo
prelievo dal Tfr (Trattamento di fine rapporto)
mantenuto presso l’azienda. In quest’ultimo
caso, il datore di lavoro deve soddisfare le
richieste nei limiti del 4% della forza lavoro e
del 10% degli aventi diritto: in pratica, in
un’azienda con cento dipendenti possono
essere accolte solo quattro richieste di
Anticipazioni.
Nella previdenza complementare ogni iscritto
dispone autonomamente del proprio montante
individuale in presenza dei presupposti di
legge; inoltre, la richiesta di Anticipazione può
essere avanzata più di una volta purchè non sia
superato il limite complessivo previsto per ogni
singola tipologia. Diversamente, nel Tfr, ogni
lavoratore può ricevere soltanto
un’Anticipazione dalla stessa azienda. Nella
previdenza complementare il trattamento
fiscale sulla somma ricevuta è diverso a
seconda dei casi, ma comunque più favorevole
rispetto a quello del Tfr.
In base alla normativa, nei Fondi pensione le
anticipazioni possono essere richieste:
1) in qualunque momento, sino al 75% della
posizione individuale maturata, a fronte di
spese sanitarie conseguenti a situazioni
gravissime relative all’aderente, al coniuge o ai
figli, per terapie, interventi straordinari
riconosciuti dalle strutture pubbliche
competenti. La somma viene tassata a titolo
definitivo con un’aliquota del 15%, ridotta di
una quota pari allo 0,30% per ogni anno di
partecipazione successivo al quindicesimo, con
una riduzione massima del 6%: l’aliquota
minima, in pratica, è del 9%.
Se il Tfr è mantenuto in azienda, invece,
l’anticipazione per spese sanitarie può essere
ottenuta solo dopo 8 anni di anzianità maturata
presso la stessa azienda. L’ammontare
massimo non può, inoltre, eccedere il 70% del
Tfr accantonato sino a quel momento: si tratta
di un importo decisamente più basso rispetto a
quello del Fondo pensione, che comprende
anche il contributo aziendale (a cui non ha
diritto chi non aderisce al Fondo pensione).
L’Anticipazione, infine, è soggetta a tassazione
separata con un’aliquota minima del 23%
2) dopo otto anni d’iscrizione a una forma
pensionistica complementare si può ottenere
sino al 75% del montante maturato per
acquisto o manutenzione ordinaria e
straordinaria, restauro, risanamento
conservativo o ristrutturazione della prima casa
per sé o per i figli. Per il calcolo degli otto anni
sono considerati validi tutti i periodi di
partecipazione ad una forma pensionistica
complementare da parte dell’iscritto. La
somma ottenuta a titolo di Anticipazione è
tassata a titolo definitivo con un’aliquota del
23%.
Anche in questo caso il regime è più
favorevole rispetto a quello che si applica sulle
Anticipazioni dal Tfr: queste ultime, infatti,
possono arrivare al 70% del montante
accantonato. Secondo la prevalente
interpretazione giurisprudenzale, inoltre, il
prelievo sul Tfr non può essere richiesto per le
spese di ristrutturazione, ma solo per quelle di
acquisto della prima casa. Pure in
quest’ipotesi la somma ottenuta viene tassata
a titolo definitivo con un’aliquota del 23%.
3) sempre dopo otto anni, l’aderente a
Fon.Te. può ottenere sino al 30% del
montante per ulteriori sue esigenze. Questo,
infatti, è l’unico caso in cui la richiesta di
Anticipazione non necessita di essere
corredata da alcuna documentazione
giustificativa. Per il Tfr mantenuto in azienda,
invece, questa fattispecie non è regolata dalla
legge ma demandata alla contrattazione
collettiva: in ogni caso, la somma è soggetta a
tassazione separata con un’aliquota minima
del 23%.
Nota bene:
a) L’ammontare minimo dell’Anticipazione
richiedibile al Fondo è fissato in euro 2.000,00
al lordo della fiscalità. Eventuali richieste di
importo inferiore non potranno essere
erogate.
b) Bisogna sempre tener presente che ogni
prelievo durante la fase di accumulo
determinerà una riduzione del montante finale
e quindi della pensione integrativa che si potrà
ottenere, vale a dire quando si raggiunge l’età
pensionabile prevista dal sistema
previdenziale obbligatorio a cui il lavoratore
appartiene (nel caso l’Inps) e dopo almeno
cinque anni di partecipazione alla previdenza
complementare.
Questa riduzione sarà tanto più rilevante
quanto maggiore è l’importo prelevato in
precedenza sotto forma di Anticipazione.
c) Si ha la possibilità di reintegro dell’Anticipazione
attraverso dei versamenti aggiuntivi una tantum
compilando l’apposito modulo “Reintegro
Anticipazioni”, previa consultazione del documento
sul reintegro Anticipazioni. I contributi versati per
reintegrare le Anticipazioni ottenute dal Fondo
pensione sono deducibili anche in eccedenza
rispetto al limite ordinario che è pari a di
5.164,57 euro l’anno.
d) Nel caso di prestazioni sanitarie è
opportuno verificare preventivamente, prima
di inoltrare la richiesta al Fondo, se le stesse
siano erogabili e rimborsabili dagli Enti di
assistenza sanitaria integrativa, vale a dire Est
per il settore terziario e Fast per il turismo;
e) Prima di compilare la richiesta è opportuno
consultare il documento sulle anticipazioni
disponibile sul sito www.fondofonte.it alla
voce Modulistica ufficiale-aderentiregolamenti;
si consiglia, inoltre, di verificare
la completezza della documentazione prodotta
per evitare un ritardo nell’erogazione dell’
Anticipazione.
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