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CASSA INTEGRAZIONE - CUMULABILITÀ DELLE INTEGRAZIONI SALARIALI CON IL REDDITO DERIVANTE DA ATTIVITÀ DI LAVORO SUBORDINATO O AUTONOMO

L’Inps, con circolare n. 107 del 5 agosto 2010, ha fornito indicazioni in merito alla cumulabilità del trattamento integrativo salariale con i redditi derivanti da attività di lavoro subordinato o autonomo.
L’Istituto, sottolineando che il lavoratore, al fine di evitare la decadenza dal diritto alle prestazioni per tutto il periodo della concessione, deve comunicare preventivamente, alla sede provinciale dell’Istituto, lo svolgimento di un’attività secondaria, illustra le varie ipotesi.
 
• La cessazione del rapporto di lavoro che dava luogo all’integrazione salariale e la successiva instaurazione da parte del lavoratore di un nuovo rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno ed indeterminato sono incompatibili tra loro, conseguentemente tali redditi sono incumulabili;
• rapporto di lavoro subordinato avente collocazione temporale in altre ore della giornata o in periodi diversi dell’anno rispetto al rapporto di lavoro interessato dall’integrazione salariale, come nel caso di due rapporti di lavoro a tempo parziale, sia orizzontale che verticale: piena compatibilità e cumulabilità;
• attività lavorativa remunerata svolta negli stessi giorni coperti da integrazione salariale: il trattamento integrativo è sospeso per tali giornate salvo che il lavoratore dimostri che la remunerazione è inferiore all’integrazione, così da aver diritto ad una quota pari alla differenza tra l’intero importo dell’integrazione salariale ed il reddito percepito: cumulabilità parziale;
• integrazione salariale e remunerazione da contratto a tempo determinato o a tempo parziale (determinato od indeterminato): cumulabilità parziale qualora il reddito derivante dalla nuova attività lavorativa a tempo determinato o a tempo parziale sia inferiore all’integrazione e possibile cumulo parziale fino a concorrenza;
• trattamento integrativo ed inizio di un’attività di lavoro autonomo: parziale cumulabilità solo nel caso in cui il lavoratore interessato dimostri e documenti  l’effettivo ammontare dei guadagni e la loro collocazione temporale così da consentire all’Istituto l’erogazione della eventuale somma differenziale. Laddove l’ammontare dei redditi non sia facilmente quantificabile o collocabile in un determinato arco temporale l’Inps sospende l’erogazione delle integrazioni a partire dalla data di comunicazione preventiva all’Istituto fatta dal lavoratore.
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