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... NEL COMMERCIO


Nel terziario, dopo qualche isolata esperienza locale ed in particolare quella di Padova che ha visto la creazione 1986 di un ente bilaterale ante litteram per la categoria, con attività incentrate soprattutto sulla formazione e la gestione dei contratti di formazione lavoro , l’ingresso ufficiale degli enti bilaterali nella contrattazione avviene con l’articolo 12 della parte prima del contratto collettivo nazionale di settore del 28 marzo 1987, poi perfezionato con l’accordo del 20 luglio 1989.
All’ente bilaterale territoriale vengono affidate: l’istituzione dell’Osservatorio territoriale che ha compiti di ricerca e elaborazione di dati statistici e la promozione e la gestione di iniziative di formazione e qualificazione professionale  anche in collaborazione con le Regioni e gli altri Enti competenti.
L’implementazione degli enti nel commercio è risultata decisamente più complessa e difficoltosa tant’è che per diverso tempo queste disposizioni contrattuali sono rimaste del tutto inapplicate, costringendo più volte le parti sociali ad intervenire per incentivarne la diffusione.
Le parti sociali, constatate la lentezza e le difficoltà incontrate nella diffusione degli enti, hanno concordato con il contratto collettivo nazionale del 3 novembre 1994  il rilancio della bilateralità attraverso l’istituzione di un ente bilaterale nazionale  (EBINTER), costituito però solo nel 1995.
Sempre nel 1996 in risposta al perdurare delle difficoltà,  nell’accordo siglato il 29 novembre al fine di incentivare la diffusione del sistema, e per consentire un  consolidamento delle  relazioni  sindacali  a livello territoriale, vengono attribuite nuove funzioni agli enti in materia di conciliazione e arbitrato e viene stabilito un sistema di collegamento con organismi paritetici per la sicurezza da poco creati con l’accordo sulla legge 626 del 1994 .
Il vero punto di svolta per il settore è  rappresentato tuttavia dal contratto collettivo del 20 settembre del 1999 che, oltre a ridefinire i ruoli dell’ente bilaterale nazionale attribuendogli anche funzioni di promozione, controllo e coordinamento del sistema ,  ha introdotto nell’ambito della regolamentazione dell’apprendistato da poco riformato , una disciplina speciale  che in cambio di condizioni più favorevoli spingeva le aziende ad iscriversi agli enti per ottenere il parere di conformità necessario e inoltre ha stabilito l’obbligatorietà del versamento in busta paga della quota a carico del datore in caso di  mancata adesione all’ente .
Proprio a seguito di questa iniziative si è verificata una significativa inversione di tendenza con un forte consolidamento e una maggiore diffusione a livello territoriale del sistema.
Con il CCNL del 2 luglio 2004 ulteriore forte implementazione del sistema bilaterale è stata introdotta con l’avviamento di una fase sperimentale per il nuovo apprendistato professionalizzante introdotto dell’articolo 49 del D.lgs. n.276 del 2003 integrando i principi generali della norma con parte della precedente normativa contrattuale non abrogata.
L’articolo 47 del nuovo contratto stabiliva infatti che il datore di lavoro che volesse assumere apprendisti con il nuovo contratto dovesse presentare domanda alla Commissione dell’ente bilaterale competente a livello territoriale per richiedere il parere di conformità riguardo la congruità del rapporto numerico fra apprendisti e lavoratori qualificati, l’ammissibilità del livello contrattuale di inquadramento nonché il rispetto dalla condizione di cui all’articolo 46 dello stesso contratto. 

  Art. 5 bis del CCNL del 20/10/99
  Cfr. articolo 16 della legge 24 giugno 1993, n. 196
  Art. 16 bis del CCNL del 20/10/99

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