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Bilateralità e Enti Bilaterali

La BILATERALITÀ o BILATERALISMO è una prassi di origine sindacale che postula una particolare visione gestionale delle relazioni che intercorrono tra le rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro.

Parola etimologicamente composta dai termini latini bi (a due) e laterale (proprio del lato), attribuisce all’oggetto a cui è riferita qualità di concernere due parti.

Nel diritto sindacale il concetto di bilaterale e di bilateralità contempla quelle molteplici e diversificate metodologie e tipologie di rapporti e di accordi in cui viene legittimata l’opportunità che le parti sociali operino in maniera congiunta su una determinata materia.

Tale legittimazione trova origine nell’ambito delle dinamiche evolutive delle relazioni industriali nelle fasi in cui superate le tensioni antagonistiche ed antisindacali e nell’emergere un certo livello di condivisione degli interessi, forme di collaborazione possono risultare vantaggiose se non talvolta indispensabili per poter conseguire propositi e traguardi altrimenti difficilmente raggiungibili.

Elemento centrale e indispensabile per l’effettivo esercizio della bilateralità è certamente il dialogo tra le parti sociali nel quadro di una serie di regole condivise e definite.

L’efficienza dialogica che deve caratterizzare i rapporti tra le parti infatti non può limitarsi alla reciproca tolleranza e sopportazione ma deve basarsi su presupposti più radicati e profondi in base a quali l’interlocutore oltre ad essere riconosciuto come tale, deve essere considerato quale componente importante a garantire lo sviluppo efficiente e competitivo di un sistema economico in quanto portatore e tutore di interessi rilevanti.

La corresponsabilizzazione e la compartecipazione derivanti da questa prassi trovano principale sostegno nel principio della pariteticità che oltre che essere regola sia strutturale che operativa, risulta caratteristica propria di quasi tutte le forme bilaterali.

In base a tale principio viene stabilito che nell’ambito delle funzioni e delle iniziative di matrice bilaterale l’apporto e la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti debba essere paritario e condiviso.

La bilateralità si propone quindi come una delle possibili linee di intervento finalizzate a contribuire alla gestione e alla regolamentazione del conflitto industriale, puntando a favorire un approccio più collaborativo e partecipativo in tutte quelle materie e ambiti per i quali risulta praticabile e proficuo per entrambe le sfere d’interesse contrapposte cooperare e decidere paritariamente.

Risulta chiaro, quindi, che la bilateralità non sia finalizzata ne tanto meno in grado di eliminare il conflitto ma che al contrario proprio l’esistenza e l’effettività dello stesso giustifichi l’utilità e la logicità della scelta di adottare logiche e criteri operativi bilaterali.

Si tratta quindi di una precisa scelta operativa che nasce anche dal progressivo svilupparsi di un sistema dinamico di relazioni industriali in cui la continuità e la regolarità degli incontri tra le parti sociali rappresenta un elemento di cruciale importanza.

Esteriorizzazione concreta dell’effettività operativa e funzionale della bilateralità, è la creazione di organismi con il precipuo compito di conseguire gli obiettivi che le parti sociali si sono poste reciprocamente negli accordi di cooperazione e collaborazione.

Diversi per funzione, denominazione, tipologia, provenienza delle risorse e ambito d’intervento, gli organismi bilaterali hanno come caratteristiche comuni e unificanti , l’essere costituiti e composti da soggetti che sono controparti nel sistema di relazioni industriali, nonché il presentarsi come entità separate e ben distinte dalle organizzazioni fondatrici.

La varietà multiforme di questi organismi è direttamente proporzionale alla eterogeneità e complessità dei compiti e delle funzioni che devono assolvere e la scelta della forma e della struttura organizzativa rappresenta uno degli indici principali del livello di bilateralità raggiunto.

Quindi analizzando e valutando il potere decisionale affidato all’organismo dalle parti, è possibile stilare una scala di valori che fa emergere diverse fasi e livelli di sviluppo che rappresentano gli indici dello stato di evoluzione dei rapporti bilaterali.

In base alla configurazione e all’architettura scelta per l’organismo è possibile quindi rilevare tre principali livelli d’influenza e autorità della bilateralità sui processi decisionali.

Ad un livello base si possono porre gli osservatori paritetici, che hanno la precipua funzione della raccolta e dello scambio di informazioni sull’andamento di determinati fenomeni che caratterizzano un particolare ambito economico o sociale, con la finalità di poter offrire alle parti o a qualunque organismo o istituzione interessata analisi e informazioni precise, circostanziate e qualificate.

Ad un livello intermedio troviamo invece gli istituti , le commissioni e i comitati paritetici, che hanno il compito di creare un’area di scambio di opinioni e proposte rispetto a determinati temi e prospettive di particolare interesse per le parti.
Sono organismi che hanno funzioni tecniche consultive o arbitrali e che , con la loro azione favoriscono la frequenza degli incontri tra le parti e la creazione di aree di condivisione e accordo.

Al livello più elevato ed avanzato si pongono i fondi e gli enti bilaterali nei quali si realizza il completamento del processo decisionale, con la formulazione di decisioni congiunte che si concretizzano in iniziative e attività che incidono direttamente sulle tematiche condivise dalle parti. Questi ultimi risultano profondamente differenti rispetto ai precedenti: infatti sul piano strutturale possiedono maggiore autonomia dalle parti sociali essendo completamente autosufficienti sia a livello organizzativo sia a livello economico, mentre sul piano giuridico formale al contrario dei primi, caratterizzati dall’informalità, posseggono autonoma personalità giuridica rispetto ai fondatori e sono regolati da propri statuti costitutivi.

Va comunque sottolineato che aldilà dell’autonomia formale, il sostegno, l’indirizzo e la promozione da parte delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro risulta fondamentale e vitale per il funzionamento di tutte queste strutture.
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